Dio e mammona

“Non potete servire a Dio e a Mammona (Mt. 16,13). Mammona nella espressione degli evangelisti, che doveva riuscire molto chiara agli uditori di Gesù, è una personificazione, quasi una falsa divinità della ricchezza, la quale, secondo un’altra affermazione di Gesù, riportata da Luca è sempre iniqua ( cf. Lc. 16,11). San Luca,

poi, dopo aver detto “Beati voi poveri” dice senza mezzi termini “Guai a voi ricchi” (Lc. 6,24). Se poi vogliamo completare il discorso sull’argomento, non resta che da riportare queste altre parole di Gesù:” E’ più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli” (Mt. 19,23).
Tra Dio e il denaro, dunque, c’è insanabile opposizione. Dove c’è l’uno non c’è l’altro.
Queste semplici e ovvie considerazioni mi sono venute in mente allorché, nelle mie recenti peregrinazioni, sono venuto a sapere delle beghe intervenute tra i soci sostenitori di una emittente cattolica e la direzione della medesima per via di questioni economiche. Se ne riferiva a grandi caratteri su organi locali di stampa.In tal modo,si è venuti così a sapere, da tali fonti sicure, l’ammontare delle elargizioni pervenute in un anno a detta emittente: diciotto milioni di euri. Sì avete letto bene. Si può immaginare con quale stupore abbia tutto ciò appreso.
Intanto domanderei a costoro: non sarebbe il caso che gli ascoltatori venissero periodicamente e puntualmente informati dell’ammontare delle loro offerte? E perché venire a conoscerle per le diatribe interne alla organizzazione? So bene: mi sto attirando l’antipatia viscerale di quella gente a cui ho offerto, talvolta, la mia collaborazione. Mi diranno poi che la conduzione dell’emittente richiede abbondanza di mezzi economici… Rispondo Gesù non ci ha chiesto di ammucchiare denaro per fare del bene; ci ha chiesto , sì, di essere poveri. E’ difficile essere poveri con tanti miliardi da spendere.
Il divin Maestro ha mandato i suoi evangelizzatori ingiungendo loro: “Non portate ne borsa né bisaccia…” (Lc. 10,4).
San Francesco per annunziare il Vangelo si spogliò persino degli indumenti intimi. Vorrei chiedere se all’evangelizzazione ha giovato più un Francesco poverello o una emittente tanto fornita di mezzi…Sia chiaro nessuno è obbligato a condividere le mie opinioni. Anzi se qualcuno si è già sufficientemente infastidito, smetta di leggermi, butti via questo foglio e continui pure a seguire i suoi gusti… Nessuno, tuttavia, potrà impedire al sottoscritto, anche per il ruolo che riveste nella Santa Chiesa Cattolica, di esprimere fino in fondo ciò che pensa.
Se mi si chiedesse – continuando il ragionamento iniziato – che cosa serva oggi alla evangelizzazione, non potrei fare altro che rispondere con le parole del Maestro divino: “Cercate prima il regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta” (Mt. 6,13). C’è bisogno di grazia, oggi soprattutto, quindi c’è bisogno di preghiera, di adorazione, di contemplazione…
Lo so che qui mi si opporrà un’altra obiezione: bisogna pregare, sì, ma anche procurarsi amici con l’iniqua ricchezza… (cf. Lc. 16,9). E’ vero,ma io sono convinto – ed è convinzione cento e cento volte confermata – che è difficile mettere insieme le due cose, come ha detto Gesù col suo “guai ai ricchi”. Insisto: Gesù non mi ha detto di ammucchiare ricchezza per fare del bene. Ha detto di lasciare tutto per seguirlo. E’ vero o no?
Ho rivisto con la mente e con il cuore l’esempio del mio fondatore e di tutti i santi della carità, hanno seminato a larghe mani opere di bene, quasi sempre senza mezzi, completamente affidati alla provvidenza divina che in certi momenti è venuta loro incontro in maniera straordinaria.
Certamente, soprattutto dopo queste note brucianti, che cercherò di far giungere a destinazione, non sarò più chiamato ad evangelizzare in quella emittente, ma se dovessi trovarmi dinnanzi agli stessi microfoni, come altra volta è successo, non avrei paura di ripetere tutto quanto ho sin qui espresso con umiltà e schiettezza.
Anzi – mi viene in mente- è probabile che dal repertorio fornitissimo di quella stazione radiofonica verranno accuratamente escluse tutte le audiocassette contenenti la mia scomoda voce, che tante volte i miei fedeli e i miei amici hanno riconosciuto. Ne prenderò atto con riconoscenza anche perché tra me e Mammona c’è stato un irreversibile divorzio. E ciò – ne sono certo- costituisce una tuttora efficace qualifica del mio ministero della Parola. Sento poi, per questo, risuonare dolcissima nel mio animo un’altra parola di Lui, del Maestro:”Gratis avete ricevuto, gratis date” (Mt. 10,8).