Pulizia

Questa nota apparirà senz’altro… a scoppio ritardato. Doveva, infatti, essere pubblicata a commento immediato dei fatti recenti della nostra repubblica.

La stendo ugualmente perché è difficile tenersi dentro il tumulto di certi pensieri, specialmente per chi è seriamente preoccupato delle sorti della sua patria, il nostro Bel Paese che, invece, per troppi indizi ormai insopportabili, sta dando di sé un’immagine deturpata di brutture deprecabili.
Non ho voluto turbare l’atmosfera salutare di spirituale ricchezza quale l’inizio della Quaresima ha regalato, come ogni anno, al popolo cristiano.
Vengo dunque ai casi di casa nostra. Come si sa, il Presidente della Repubblica, dopo aver esperito ogni tentativo per salvare la legislatura, con rammarico, pubblicamente confessato, ha firmato il decreto di scioglimento delle camere e di indizione di nuove elezioni.
Le aule del nostro parlamento si sono dunque improvvisamente svuotate e i loro inquilini mandati tutti a casa a… riprendersi da un’avventura ingloriosa – diciamolo alto! – di cui tutto il Paese ha ingiustamente sofferto.
La chiusura traumatica della legislatura ha lasciato certamente strascichi di scontento, di risentimenti e ha fomentato ancor più quel clima di rissa a cui ultimamente il dibattito parlamentare ci aveva dolorosamente abituati.
Chi ha potuto seguire con assiduita gli atti parlamentari, grazie a qualche emittente radiofonica, si è potuto fare un’immagine abbastanza realistica della inadeguatezza di una classe politica, parolaia ed inefficiente, la cui qualità giustifica ampiamente il disamore, la disaffezione, il distacco, spesso il disprezzo verso di essa, da parte della gente, di quel popolo sovrano (!) di cui dovrebbe essere rappresentante. Questa classe politica, profumatamente remunerata, dovrebbe interessarsi unicamente del bene comune. I membri di essa dovrebbero avere un impegno serio ed efficiente per il benessere della cosa pubblica e di tutte le sue istituzioni nonché per il retto andamento del vivere civile.
Ora le austere camere degli alti palazzi si sono svuotate dei loro inquilini. Meglio così! – più d’uno ha esclamato con un sospiro di sollievo, quasi liberandosi da un incubo opprimente – Era ora!. Troppe cose abbiamo visto e sentito per deprecare cordialmente una politica nemmeno degna di questo nome, fatta di litigiosità rumorosa e inconcludente, tanto parolaia quanto incapace di affrontare e risolvere alla radice i veri problemi del Paese.
Tutti a casa, dunque! Per alcune settimane l’atmosfera greve del confronto acceso delle parti si trasferirà nelle piazze, nelle strade, sui muri, in conventicole surriscaldate di partigiani dell’uno o dell’altro schieramento che si rimprovereranno torti e sconfitte, valuteranno meriti e risultati e, soprattutto, fabbricheranno, come sempre, un mare di promesse quasi sempre troppo altisonanti per essere prese sul serio…
Quanto ai palazzi da cui sono stati fatti sloggiare gli inquilini immeritevoli e indigesti, è ora di far pulizia, come si fa in ogni cambio di proprietari; è ora di disinfettare accuratamente l’atmosfera ammorbata di troppi veleni, di ripulirne gli onorati scanni dove si confeziona la legge e quelli di chi la legge deve far rispettare ed applicare.
È ora di pensare seriamente a chi dovrebbe rimpiazzare quelli che certamente non rimpiangeremo con una classe nuova di amministratori e legislatori al di fuori e al di sopra di ogni sospetto.
Non vorremo più vedere e sapere quegli scanni occupati da un’accolta di individui di dubbia moralità, di fama irrimediabilmente compromessa. Non vorremmo più vedere e sapere in quella schiera – ahimè troppo numerosa – personaggi che hanno fatto parlare di se in maniera negativa: indagati, indiziati, rinviati a giudizio, corrotti, corruttori, profittatori, concubini, adulteri, invertiti, impuditi, collusi, soprattutto ipocriti, menzogneri, inaffidabili, malèdici, rissosi, parolai. (Credo ora di sapere perché questa legislatura sia crollata tanto repentinamente ed ingloriosamente…)
Vogliamo poter sapere i nostri rappresentanti degni della scelta che di loro sarà stata fatta. Pulizia, dunque! E con urgenza …
L’Italia nostra, che ha dettato legge al mondo intero, che la provvidenza ha scelto come sede del successore di Pietro, merita di più, molto di più. Merita persone e istituzioni completamente “pulite”, a cui la generazione che sale possa guardare con fiducia. Ci pensino coloro che si accingono a rinnovare la classe dirigente del nostro Paese.
Dio benedica l’Italia.