
18/02/2026
Catechesi N. 520
A - Gesù spiega ai discepoli la parabola della zizzania nel campo e lo fa come un vero amico. Il suo parlare oltre ad essere amabile è sempre solenne, autentico e confidenziale. Agli amici si apre il cuore e Gesù svela ai suoi discepoli il contenuto di questa forte parabola.
B - Oggi e la festa del Perdono di Assisi. Per trovare il Vangelo proprio di quella che i Francescani considerano come una importantissima solennità, sono andato nel sito della Porziuncola di Assisi e il testo copiato non comprendeva i versetti che vanno dal 34 al 38, quelli che completano l'avvenimento unico e sublime dell'Annunciazione.
C - Le ingiustizie nel mondo sono tantissime, non si contano più le prevaricazioni contro i buoni, i deboli e i poveri, la trascuratezza degli ammalati e l'indifferenza dinanzi ad ogni forma di sofferenza. In ogni settore della vita sociale è una minima parte a comportarsi degnamente nell'incarico, o nella missione che svolgono.
Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa
Tutti i Lunedì sera ore 21 Preghiere di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.
Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santa Messa di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.
Da Venerdì 6 Febbraio a Domenica 8 Marzo faremo tre giornate di Preghiera a Sinnai in provincia di Cagliari.
Domenica 15 Marzo Ore 16 Messa di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.
Da Venerdì 28 Agosto pellegrinaggio a Lourdes fino a Lunedì 1° Settembre
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+ VANGELO (Mt 13,36-43)
Come si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
A - Gesù spiega ai discepoli la parabola della zizzania nel campo e lo fa come un vero amico. Il suo parlare oltre ad essere amabile è sempre solenne, autentico e confidenziale. Agli amici si apre il cuore e Gesù svela ai suoi discepoli il contenuto di questa forte parabola.
L’amicizia richiede benevolenza reciproca, e troviamo nel Vangelo la vera pratica dell’amicizia. Gesù ha mostrato costantemente l’amore in ogni dialogo, ogni suo gesto era dettato da un grande rispetto verso tutti. Anche quando questionava con i suoi nemici conservava un grande rispetto verso le loro persone.
Dio ci ha amati per primo, così possiamo corrispondere al suo Amore.
L’uomo manifesta la sua corrispondenza accettando l’Amore di Dio, confidandogli le cose più intime della sua anima, lasciandosi amare, esprimendo l’amore con le buone opere.
L’essenza dell’amicizia tra Dio e gli uomini ha fondamento nella natura della carità, che è soprannaturale, cosicché possiamo amare Dio con lo stesso Amore con il quale Egli ci ama.
Durante la sua vita terrena, Gesù fu sempre disponibile a un’amicizia sincera con coloro che si avvicinavano a Lui. Più ancora, spesso fu Lui a prendere l’iniziativa per attirare a sé le persone: così fece con Zaccheo, con la samaritana e con tutti.
A Gesù faceva piacere parlare con chi gli si avvicinava, o con coloro che incontrava per strada. Da Gesù dobbiamo apprendere i modi e le disposizioni interiori per dialogare con amore, pazienza e bontà.
Gesù approfittava di queste occasioni per entrare nella loro anima, allargando gli orizzonti del loro cuore e, molte volte, quando i suoi interlocutori erano ben disposti, portandoli alla conversione e alla piena donazione.
Allo stesso modo il Signore ci offre ora la sua amicizia dal Tabernacolo. Lì ci consola, ci incoraggia e ci perdona. Nel Tabernacolo, così come nella tenda del convegno di Mosè, il Signore parla con tutti, faccia a faccia, come un uomo parla con un altro.
Meditiamo sull’amicizia che ci offre Gesù, ricambiamola con piena sincerità. Confidiamo in Lui e fidiamoci di Lui per ogni necessità. Impariamo a parlare a Gesù davanti al tabernacolo, Lui ci ascolta sempre ed elargisce le sue infinite Grazie. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

+VANGELO (Mt 13,44-46)
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
B - Oggi e la festa del Perdono di Assisi. Per trovare il Vangelo proprio di quella che i Francescani considerano come una importantissima solennità, sono andato nel sito della Porziuncola di Assisi e il testo copiato non comprendeva i versetti che vanno dal 34 al 38, quelli che completano l'avvenimento unico e sublime dell'Annunciazione. Che sia sfuggito al liturgista che si è occupato della preparazione del messale che utilizzano nel luogo che vide la nascita del Francescanesimo?
Almeno il versetto 38 è inevitabile inserirlo considerando la solennità mariana e la considerazione dell'Annunciazione. Lo trascrivo: «Allora Maria disse: "Eccomi, sono la Serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'Angelo partì da Lei» (Lc 1,38).
Parole che conosciamo bene e come tutte le altre ci aiutano ad entrare nel mistero, secondo la nostra spiritualità e desiderio.
"Eccomi". Anche San Francesco pronunciò questa disponibilità a lavorare nella Vigna di Dio, ma passarono diversi anni prima di comprendere la chiamata straordinaria che lo attendeva e si decidesse ad abbandonare la vita mondana. Alla Porziuncola, nella Chiesetta in rovina iniziò L'Ordine Francescano, lì visse e morì San Francesco.
La Porziuncola è una piccola Chiesa nei pressi di Assisi, situata all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. A questa Chiesa di altissimo valore storico, artistico e spirituale, si deve il nome della città statunitense di Los Angeles, chiamata dagli spagnoli che la fondarono, El Pueblo de Nuestra Señora la Reina de los Angeles del Río de Porciúncula (Il Pueblo di Nostra Signora la Regina degli Angeli del Rio Porziuncola).
La parola pueblo è una parola della lingua spagnola e in questa lingua può significare indistintamente sia popolo, sia villaggio; la parola spagnola deriva dal latino populus che significa "popolo".
«La storia fa risalire l'edificazione della Porziuncola, all'epoca chiamata con il nome latino "Portiuncola", al IV secolo, ad opera di eremiti provenienti dalla Palestina. Nel 516 ne avrebbe preso possesso San Benedetto stesso, per i suoi monaci. La Porziuncola fu la terza Chiesa riparata da San Francesco dopo la sua vocazione: mentre egli pregava di fronte al Crocifisso di San Damiano, Gesù gli parlò. L'edificio dipendeva all'epoca dal monastero di San Benedetto al Subasio.
La Porziuncola divenne per Francesco un luogo particolare, dove sostava in preghiera; qui capì che doveva vivere "secondo il Santo Vangelo". Proprio dalla Porziuncola Francesco inviò i primi frati ad annunciare la pace. Il 2 agosto 1216, alla presenza di sette Vescovi umbri (Guido di Assisi, Giovanni di Perugia, Egidio di Foligno, Benedetto di Spoleto, Villano di Gubbio, Rinaldo di Nocera e Bonifacio di Todi), il piccolo edificio fu consacrato e vi fu proclamato il Perdono d'Assisi.
Nella Porziuncola inoltre, Santa Chiara rinunciò al mondo e abbracciò sorella povertà, e qui Francesco morì la sera del 3 ottobre 1226. La Chiesa è costruita con pietra cavata dal monte Subasio».
Questa piccolissima porzione di terra paragonabile ad una palude sotto Assisi, un pantano impraticabile a quel tempo soprattutto in inverno, vedeva la presenza di una Chiesetta semidistrutta e abbandonata. Anche questa Chiesa riparò San Francesco dopo avere sentito dal Crocifisso di San Damiano questo invito: "Va Francesco e ripara la mia casa, che come vedi è in rovina".
Considerando il pantano che emergeva nella valle sotto Assisi, il Signore volle far nascere un glorioso Ordine in un luogo sommerso dal fango, quasi a ricordare a perenne memoria che l'opera era tutta sua e non dell'uomo.
L'azione di Dio rese il giovane Francesco umile dopo diversi anni di sofferenze e di prove dolorose anche con il padre, che cercava con ogni mezzo di riportarlo a casa con la promessa di grandi donazioni.
Le grandi opere Dio le progetta servendosi dei più deboli e non dei sapienti di questo mondo.
Quando l'azione di Dio incontra la docilità e la bontà della creatura, i doni che concede non si fermano solamente all'anima privilegiata, ma si espandono in un vasto raggio, soprattutto ne beneficiano i più vicini e quanti seguono con spirito sincero e disponibile, la vera spiritualità del Vangelo. La "riesumazione" di San Francesco si riferisce alla straordinaria ostensione pubblica e prolungata delle sue spoglie mortali, che avverrà nella Basilica Inferiore di Assisi dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, per celebrare l'VIII centenario della sua morte, un evento senza precedenti che permetterà ai pellegrini di vedere i resti del Santo, custoditi in un sarcofago di bronzo, per la prima volta in modo così esteso.
Quanto sta per accadere è importante sapere che non è mai accaduto prima, dalla morte di San Francesco. Ovvero mai i suoi resti mortali sono stati esposti al pubblico, ma solo a una cerchia ristretta di studiosi, scopritori, o di frati e religiosi. In occasione dell’8centenario della morte del Santo invece tutti, ma solo attraverso una prenotazione, potranno venerare i resti, a partire dal 22 febbraio e fino al 22 marzo, davanti all’altare della basilica inferiore, dove sarà traslato dall’attuale cripta. Come vedremo di seguito il luogo dove sarà esposto è anche quello dove a lungo è stato custodito (sotto l’altare) e dove per secoli non si è più saputo dove fosse.
L’ostensione in occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo, offrirà ai pellegrini una possibilità inedita: vedere da vicino i resti mortali custoditi nella Basilica di San Francesco. Ma ciò che sarà visibile non sarà un corpo “intatto” e nemmeno uno scheletro montato o disteso. Sarà, più correttamente, un’urna che custodisce ossa e frammenti ossei attribuiti a San Francesco, conservati in condizioni protette e presentati con un criterio che privilegia la tutela, non l’esposizione anatomica. In occasione dell'800° anniversario della morte di San Francesco, è stata annunciata un'ostensione pubblica delle sue spoglie mortali dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, evento che permette di vedere il corpo del Santo. Papa Leone XIV ha visitato la tomba di San Francesco ad Assisi il 20 novembre 2025, pregando nella cripta prima della celebrazione dell'anniversario. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

+VANGELO (Mt 13,47-53)
Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.
C - Le ingiustizie nel mondo sono tantissime, non si contano più le prevaricazioni contro i buoni, i deboli e i poveri, la trascuratezza degli ammalati e l'indifferenza dinanzi ad ogni forma di sofferenza. In ogni settore della vita sociale è una minima parte a comportarsi degnamente nell'incarico, o nella missione che svolgono. La malasanità è causata da un profondo disinteresse verso il corpo dell'ammalato, come anche nell'aspetto spirituale c'è disinteresse verso l'anima dei credenti.
La vita sociale appartiene a chi vive in società, oppure chiamiamola comunità per intenderla illusoriamente più familiare, comunque essa è relativa alla società umana e ai rapporti che nell'ambito di essa si stabiliscono. In ambito politico ed economico dovrebbe tendere a migliorare le condizioni di vita dei cittadini meno benestanti, a realizzare un maggiore adeguamento tra le varie componenti.
L'egoismo e l'ingiustizia dominano nel mondo, a dimostrazione che Dio è ignorato e si perseguono progetti di morte e non di vita.
La rete del Vangelo che prende i pesci rappresenta la Chiesa, il mare invece è il mondo.
È più facile capire quanto bene è presente nel mondo che il male, perché il bene è veramente poco. La misericordia di Dio spiega il suo non intervento per riportare la giustizia e la verità, ma non potrà durare a lungo l'accettazione di una grandissima immoralità e perversione di personaggi che vogliono stupire ricorrendo a metodi vergognosi.
"Questo è tempo di Grazia", la Madonna lo ha detto molte volte in varie apparizioni, un tempo che non ha ancora assistito all'intervento di Dio, come quando un genitore per richiamare il figlio indisciplinato, interviene con rimproveri e, inascoltato, poi ricorre ad interventi più convincenti.
L'Amore di Dio verso le sue creature ha spostato spesso il suo intervento in questo mondo che Lo ha rifiutato per costruirsi milioni di vitelli d'oro, ma non è un Amore incondizionato, anche questa prerogativa di Dio pone dei limiti. Se non intervenisse per richiamare e svegliare gli esseri umani non sarebbe più Amore, ma indifferenza.
Quando Dio è intervenuto nell'Antico Testamento e nei secoli dopo Cristo, è stato costretto dall'indolenza umana, dalla trascuratezza della sfera spirituale e dal rifiuto dell'adorazione a Lui. Persone che hanno dato sfogo ad ogni trasgressione immorale che solo un Padre buono ha potuto tollerare. Però deve intervenire prima o poi nelle vicende degli uomini proprio perché è un Padre.
In questi decenni questo Padre amatissimo è rimasto ad osservare una umanità sbandata, perversa e senza una guida morale, priva di giustizia e intessuta di compromessi e trappole escogitate verso i più deboli.
Per quanto tempo ancora questo Padre potrà assistere alla sopraffazione compiuta verso i più deboli, da coloro che invece vogliono ridurre la popolazione mondiale con pandemie, virus, malattie create dall'uso di farmaci e dagli alimenti modificati?
Gesù dice che quando arriverà il momento di Dio nella rete si troveranno i buoni e i cattivi, avverrà una selezione perfetta e i buoni riceveranno tutto quello che era stato vietato dalla società egoista, mentre i cattivi dovranno piangere per i loro misfatti e per le sofferenze causate ai buoni. I loro tormenti saranno moltiplicati per migliaia di volte rispetto al male compiuto in questa vita.
Adesso noi cristiani siamo chiamati ad amare anche i nostri nemici, non spetta a noi la vendetta, ma il perdono. Almeno nel cuore dobbiamo sempre perdonare e pregare per la conversione dei peccatori, il desiderio di vederli salvi eternamente nonostante i loro peccati.
Non siamo noi i giudici dei loro peccati, lasciamo a Dio il compito di premiare o punire, noi vogliamo la salvezza di tutti. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.



