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05/03/2026

Catechesi N.523

A - Poche parole per rivelare una grande verità: non si può seguire Gesù se prima non si muore al proprio egoismo.
Non è una morte spirituale immediata, è progressiva e lunga, ma deve però iniziare.
B - La prima pianticella del grande orto francescano fu la giovane Chiara d'Assisi, coraggiosa nell'affrontare le ire dei familiari per andare a vivere seguendo le indicazioni di un altro giovane assisano, convertito dalla Madonna in modo meraviglioso.
C - La Fede è capace di smuovere le montagne. Questo padre esprime una preghiera piena di umiltà, non fa appello alla potenza di Gesù, ma alla sua compassione. Non fa valere meriti, né offre nulla: si affida alla misericordia di Gesù.

Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa 

Tutti i Lunedì sera ore 21 Preghiere di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze. 

Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santa Messa di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze. 

Da Venerdì 6 Marzo a Domenica 8 Marzo faremo tre giornate di Preghiera a Sinnai in provincia di Cagliari.

Domenica 15 Marzo Ore 16 Messa di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.

Da Venerdì 28 Agosto pellegrinaggio a Lourdes fino a Lunedì 31 Agosto

Per la diretta su Facebook cliccare sotto. 

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+ VANGELO (Gv 12,24-26)
Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

A - Poche parole per rivelare una grande verità: non si può seguire Gesù se prima non si muore al proprio egoismo.
Non è una morte spirituale immediata, è progressiva e lunga, ma deve però iniziare.
Dal momento in cui si decide di cambiare vita e di mettere al centro Dio, inizia la vera conversione e tutto viene visto con occhi nuovi, la stessa considerazione personale cambia e diventa più realistica. Questo è il percorso autentico che permetterà di vivere nella Verità.
Senza questa riflessione o esame spirituale, la persona non incontra mai se stessa, vive come fuori di sé nella continua ricerca di appagamenti che non potranno mai arrivare dall’esterno. Non è una vita felice quella senza Dio, Lui solo può rendere veramente felici quelli che Lo cercano interiormente.
Molti vivono senza Dio e contano sulle loro qualità, si fidano ciecamente delle loro idee e considerano solo come innocui incidenti di percorso le scelte di vita sbagliate, come anche gli errori al lavoro, in famiglia e gli insuccessi personali.
Questi vivono una dimensione egoistica della vita e non guardano oltre la punta del naso.
Gesù oggi invece ci parla di morire a noi stessi, di sottoporre a Lui ogni iniziativa e di ascoltarlo per non sbagliare scelte.
L’egoismo è una brutta malattia spirituale e chi ne soffre non sa di avere questo germe infettivo che corrompe ogni idea, trasformando sempre la realtà a suo vantaggio, nel proprio interesse. L’egoista si preoccupa solo di sé e non vede che esistono i familiari, i colleghi e gli altri, non si rende conto perché non prega e non vuole lasciare quella condizione corrotta e depravata.
Solo la Grazia di Dio può guarire dall’egoismo, permette di fare il passaggio che guarisce da questa malattia, passando quindi dalla troppa considerazione di sé e delle sue cose, ad agire con altruismo e amando gli altri, a cominciare dai propri familiari.
L’egoista è uno che ama troppo se stesso e considera la sua vita e le sue cose come il centro dell’universo.
È troppo sicuro delle sue soluzioni e cade sempre in contrasto con la realtà che interpreta sempre a senso unico. Tanti egoisti nel mondo hanno deformato la società. La società si allontana sempre più da Dio e l’egoismo è la maschera soprattutto dei potenti, sempre desiderosi di primeggiare e di mettersi al posto di Dio.
La società è entrata in sofferenza proprio per l’esaltazione dell’egoismo, ha perduto il controllo a causa di questa malattia spirituale che deforma ogni cosa ed esalta l’amor proprio. La società è entrata in una profonda agonia esistenziale e per illudersi della sua forza, camuffa i dati, ma scivola sempre più giù nel baratro eterno.
La ricetta per guarire è una sola e ce la offre solo il Signore: morire a se stessi.
Non tutto ciò che arriva alla mente è veritiero e può arrivare anche dai diavoli, i deboli invece ne fanno una verità dogmatica e si esaltano all’idea di avere capito tutto della vita. Non possono capire di essere un nulla dinanzi all’onnipotenza di Dio, Lui sì che vede tutto e conosce perfettamente ogni cosa.
L’egoista non può amare, né cercare Gesù, si considera sufficiente e non ritiene necessario ricorrere a Dio.
Il lavoro che bisogna fare per vincere l’egoismo è la riflessione giornaliera sulle azioni che si compiono, sui pensieri che si elaborano, sulle parole che si dicono. Il lavoro personale e interiore è indispensabile per conoscersi e controllare l’egoismo, apprezzando tutte le persone che si incontrano e agendo sempre con umile altruismo.
Quando i pensieri vi spingono all’egoismo, pregate anche tre Ave Maria e chiedete aiuto al Cuore di Gesù e agite con umanità. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

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+ VANGELO (Mt 16,24-28)
Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

B - La prima pianticella del grande orto francescano fu la giovane Chiara d'Assisi, coraggiosa nell'affrontare le ire dei familiari per andare a vivere seguendo le indicazioni di un altro giovane assisano, convertito dalla Madonna in modo meraviglioso. I progetti di Dio nessuno li può fermare, soprattutto quando riguardano l'elevazione di anime che si devono dedicare interamente al Vangelo e alla salvezza delle anime.
Leggiamo una breve narrazione della sua vita da "Santi e Beati":
«La sera della domenica delle Palme (1211 o 1212) una bella ragazza diciottenne fugge dalla sua casa in Assisi e corre alla Porziuncola, dove l’attendono Francesco e il gruppo dei suoi frati minori. Le fanno indossare un saio da penitente, le tagliano i capelli e poi la ricoverano in due successivi monasteri benedettini, a Bastia e a Sant’Angelo.
Infine Chiara prende dimora nel piccolo fabbricato annesso alla Chiesa di San Damiano, che era stata restaurata da Francesco. Qui Chiara è stata raggiunta dalla sorella Agnese; poi dall’altra, Beatrice, e da gruppi di ragazze e donne: saranno presto una cinquantina. Così incomincia, sotto la spinta di Francesco d’Assisi, l’avventura di Chiara, figlia di nobili che si oppongono anche con la forza alla sua scelta di vita, ma invano.
Anzi, dopo alcuni anni andrà con lei anche sua madre, Ortolana. Chiara però non è fuggita “per andare dalle monache”, ossia per entrare in una comunità nota e stabilita. Affascinata dalla predicazione e dall’esempio di Francesco, la ragazza vuole dare vita a una famiglia di claustrali radicalmente povere, come singole e come monastero, viventi del loro lavoro e di qualche aiuto dei frati minori, immerse nella preghiera per sé e per gli altri, al servizio di tutti, preoccupate per tutti.
Chiamate popolarmente “Damianite” e da Francesco “Povere Dame”, saranno poi per sempre note come “Clarisse”.
Da Francesco, lei ottiene una prima Regola fondata sulla povertà. Francesco consiglia, Francesco ispira sempre, fino alla morte (1226), ma lei è per parte sua una protagonista, anche se sarà faticoso farle accettare l’incarico di abbadessa. In un certo modo essa preannuncia la forte iniziativa femminile che il suo secolo e il successivo vedranno svilupparsi nella Chiesa.
Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le dà una nuova Regola che attenua la povertà, ma lei non accetta sconti: così Ugolino, diventato Papa Gregorio IX (1227-41) le concede il “privilegio della povertà”, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.
Austerità sempre. Però "non abbiamo un corpo di bronzo, né la nostra è la robustezza del granito". Così dice una delle lettere ad Agnese di Praga, figlia del re di Boemia, severa badessa di un monastero ispirato all’ideale francescano.
Chiara le manda consigli affettuosi ed espliciti: "Ti supplico di moderarti con saggia discrezione nell’austerità quasi esagerata e impossibile, nella quale ho saputo che ti sei avviata". Agnese dovrebbe vedere come Chiara sa rendere alle consorelle malate i servizi anche più umili e sgradevoli, senza perdere il sorriso e senza farlo perdere. A soli due anni dalla morte, Papa Alessandro IV la proclama Santa.
Chiara si distinse per il culto verso l'Eucarestia. Per due volte Assisi venne minacciata dall'esercito dell'imperatore Federico II che contava, tra i suoi soldati, anche saraceni. Chiara, in quel tempo malata, fu portata alle mura della città con in mano la pisside contenente il Santissimo Sacramento: i suoi biografi raccontano che l'esercito, a quella vista, si dette alla fuga».
Santa Chiara visse nel convento di San Damiano a pochi minuti da Assisi, era l'abbadessa piena di amore e di pazienza. Era di una amabilità unica, una gentilezza che contiene una grande prudenza e una grandissima capacità di controllare la propria volontà.
Si arriva a queste vette spirituali rifiutando ogni peccato, vincendo i vizi, assoggettando la propria volontà a quella di Gesù.
In Santa Chiara trionfa un amore totale verso l'Eucaristia da cui le arrivavano tutti i doni spirituali.
Le vocazioni oggi scarseggiano nei seminari mentre nei monasteri c'è un buon risveglio, soprattutto dove c'è la presenza di Dio e questo si denota dallo spirito del Vangelo presente in ogni aspetto della vita monastica. Stranamente in alcuni monasteri ci sono nuove vocazioni, ma la vita spirituale è assente mentre è subentrata la mondanità. La condotta religiosa attesta lo stesso livello spirituale di chi vive all'interno e delle nuove vocazioni.
Molti ingannevolmente sono convinti che numerose vocazioni sono il segno della presenza di Dio, nulla di più falso. Esistono diverse motivazioni per spingere un/una giovane ad entrare in Comunità, non c'è solo la chiamata di Dio.
Per questo nelle Comunità serie e seguaci della sana vita religiosa vengono fatti e selezionati discernimenti.
Una persona improvvisamente può manifestare un grande desiderio di entrare in convento, ma è una vera chiamata di Dio? Ci sono segni chiari per comprenderlo, soprattutto la preghiera illumina e chiarisce la vera vocazione da quella persona. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

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+ VANGELO (Mt 17,14-20)
Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.

C - La Fede è capace di smuovere le montagne. Questo padre esprime una preghiera piena di umiltà, non fa appello alla potenza di Gesù, ma alla sua compassione. Non fa valere meriti, né offre nulla: si affida alla misericordia di Gesù.
È un atteggiamento di abbandono in Dio, si rivolge a Lui con la certezza dell’ascolto.
Quando si ricorre al Cuore misericordioso di Gesù si è sempre ascoltati. Il figlio sarà guarito, cosa che poco prima non erano riusciti a fare gli Apostoli. Il motivo dell’insuccesso dei Dodici si trovava nel ragionamento umano, ma chi deve agire con Fede non può fermarsi a ragionare.
Quando gli Apostoli, “in disparte”, chiesero al Signore perché non avevano potuto guarire il ragazzo indemoniato, Egli rispose: «Per la vostra poca Fede. In verità Io vi dico: se avrete Fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spostati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Quando la nostra Fede è profonda partecipiamo all’Onnipotenza di Dio, a tal punto che Gesù arriverà a dire in un’altra occasione: “Anche chi crede in me, compirà le opere che Io compio e ne farà di più grandi, perché Io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel Nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, Io la farò”.
Questa Parola di Gesù si adempie tutti i giorni nella Chiesa, e il miracolo è ben superiore dal spostare le montagne da un luogo a un altro…
Alcuni Padri della Chiesa fanno notare che il prodigio di spostare una montagna si ha tutte le volte che qualcuno, con l’aiuto della Grazia, arriva dove le sue forze umane non sono in grado di farlo giungere.
È quel che accade nell’opera della nostra santificazione personale, che lo Spirito Santo va realizzando nell’anima e nell’apostolato; fatti più sublimi che non spostare le montagne, e si verificano ogni giorno in tante anime sante, sebbene passino inosservati ai più potenti.
San Domenico fu un grande predicatore e suscitava ammirazione per la vita penitente che conduceva, riusciva a toccare molti cuori induriti facendoli riflettere sulla loro condizione. A nulla sarebbero servite le sue parole se non avesse agito con una Fede forte.
Proprio i Santi sono quelli che agiscono con una grande Fede e tutto quello che chiedono di utile per le anime, lo ottengono.
Lungo i secoli gli Apostoli e molti Santi hanno realizzato miracoli meravigliosi nell’ordine naturale. Ma i miracoli più grandi e più importanti sono stati, sono e saranno quelli delle anime che, immerse nella morte del peccato e dell’ignoranza, o nella mediocrità spirituale, rinascono e crescono nella nuova vita dei figli di Dio. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

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Madonna Orione
Madonna di Lourdes San Luigi Orione

Come trovarci

Associazione
Amici nostra Signora di Lourdes
San Luigi Orione

Via Cascina Nuova n° 5
23873    Missaglia ( LC )

Tel. 338 2519542  -  340 0694979  -  039 9241201

Ci troviamo il:
Lunedì - Martedì - Mercoledì - Giovedì e Venerdì -  dalle ore 8,30 alle ore 12,30


Il pomeriggio dalle ore 14 fino alle ore 17 per i soli Malati spirituali telefonare per l'appuntamento.

Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santo Rosario ore 21 la Messa dei Malati
La domenica dalle ore 14,30 fino alle ore 19,30

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